Si potrebbe iniziare con la fatidica frase “correva l’anno…”, ma Fulvio Sebastianelli è un personaggio speciale e merita una frase meno banale. Era l’anno 1954 quando la RAI Radiotelevisione Italiana cominciava le sue trasmissioni, Fulvio aveva 8 anni e frequentava le scuole elementari, il tempo libero, però, non lo passava guardando la televisione, ma nella bottega artigiana del “Gresta” , fabbro in Via Garibaldi al Brugnetto di Ripe.


In questa bottega, un anno dopo, all’età di 9 anni fece le prime esperienze lavorative da manovale, poi negli anni apprese le tecniche di lavorazione e forgiatura del ferro battuto destinando le sue prime creazioni alla gente del Paese, alla Parrocchia e alla scuola. Ma non trascurò mai gli studi e nel 1956 conseguì la licenza elementare con ottimi voti.


La sua passione per il mestiere di fabbro portò il maestro Gresta Leobino ad assumere Fulvio con regolare contratto di apprendistato nel 1960, tre anni dopo nel 1963 lo passò operaio.

Fulvo, però, voleva spaziare la sua conoscenza anche nel settore della meccanica e nel 1966 emigrò in Germania a Stoccarda a seguito di un’opportunità di impiego offerta presso un’azienda di produzione stampi per carrozzeria di case automobilistiche tedesche. Questa tecnica verrà poi utilizzata dallo stesso nella produzione in serie di componenti.


In Germania si trovava bene, ma il suo sogno era tornare nella sua terra e nel 1970 poté realizzarlo. Era il 1 settembre di quell’anno quando, tornato in Italia, avviò l’impresa artigiana autonoma a tutt’oggi nota come “Ferro Battuto di Sebastianelli Fulvio il fabbro del Brugnetto”; le lavorazioni ancora oggi sono svolte nell’officina sita nel Comune di Tre Castelli, in Via Borghetto, e l’esposizione nella bottega di origine in Via Garibaldi al Brugnetto di Ripe.